Male di luna (Lunnaja bolezn’), 5 novelle e una scena drammatica di
Luigi Pirandello
regia di
Alessio Bergamo
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- scene Vladimir Koltunov
- costumi Elena Senatova
- coreografo V. Beljajkin
- musiche Dina Bortnik
- aiuto regia G. Pozdnjak
- produzione Teatro Gor’kij di Vologda (Russia), 1994
ATTORI
M. Bobrova L. Grigorova O. Kisileva A. Mikhasik I. Rudinskij E. Saprykina A. Šerstnev N Sitnikova S. Trubina M. Val’ter V. ZabegaevaScheda
SINOSSI
È lo spettacolo del debutto nella regia. Viene utilizzato un materiale, le novelle di Pirandello, che sarà quasi interamente ripreso 16 anni dopo nel progetto-postopera Brevi Storie Naturali.
Lo spettacolo è diviso in due parti. Anzi si potrebbe dire che in qualche maniera sono due spettacoli distinti riuniti assieme.
Il primo è composto da tre novelle siciliane (Fuoco alla paglia, Male di luna, L’altro figlio) e il secondo da due novelle e una scena drammatica sull’arte (Il pipistrello, La vita nuda, l’ultima scena del primo atto di Ciascuno a suo modo).
Attori e pubblico si trovavano sul palco. Il pubblico nella prima parte era disposto a semicerchio, con di fronte una parete contadina con tre porte, un po’ come un teatro antico.
Nella seconda parte invece lo spazio era a pianta centrale, con gli spettatori disposti in due file contrapposte, da una parte una parete che aveva pretese (fallite) di essere uno specchio, dall’altra parte alcuni elementi surreali (come un armadio sospeso a mezz’aria e con dentro il cielo) che però nella ripresa video non si notano.
A differenza di Brevi Storie Naturali, però, sebbene ci fossero spazi di improvvisazione, si trattava di uno spettacolo di repertorio in un teatro stabile, per cui era sostanzialmente fissato.
Il metateatro nella prima parte faceva capolino, con numeri musicali in stile primo novecento che separavano una novella dall’altra eseguiti da attori assolutamente fuori contesto rispetto alle novelle che si erano appena svolte.
Nella seconda, in particolare con la novella Il pipistrello era invece al centro dello spettacolo.
La scena del Ciascuno a suo modo, di fatto era lo spettacolo che si svolgeva all’interno della novella. Alla fine della scena, nel momento dello svenimento di quella che era al tempo stesso l’eroina del Ciascuno a suo modo e l’attrice Gastina de Il pipistrello, l’attore che faceva Doro si dirigeva verso lo specchio (pellicola) e lo attraversava rompendolo, mentre le pareti di tulle che isolavano il pubblico sulla scena cadevano: dall’altra parte dello specchio il pubblico vedeva l’enorme platea del teatro e dietro di loro le apparecchiature, gli stativi, la regia, ecc.
