APPUNTI DI UN PAZZO

Appunti di un pazzo, tratto dal racconto di

Nikolaj Gogol’

drammaturgia e regia di

Alessio Bergamo

  • scene Irina Dolgova
  • oggetti scenici e costumi Thomas Harris
  • debutto Teatro-Studio, Scandicci (Firenze) 2018
  • produzione Teatro della Toscana (Teatro Nazionale) + Cantiere Obraz, Teatro dell’Elce, Postop

ATTORI

Daniele Caini
Alessandra Comanducci
Domenico Cucinotta (Aksentij Ivanovič Popryščin)
Massimiliano Cutrera
Marco Di Costanzo
Stefano Parigi
Erik Haglund

Appunti di un pazzo

Video

Scheda

SINOSSI Aksentij Ivanovič Popryščin è un’impiegato di basso grado. Veniamo a sapere dal diario che tiene che da un po’ di tempo le cose gli cominciano ad apparire sotto una luce diversa e originale: sente cani che parlano, si convince di essere destinato ad imprese grandi e segrete dal generale presso il quale svolge umili mansioni e di essere destinato a sposarne la figlia, Sophie. Lo attende una delusione: dalla lettura delle lettere che la cagnetta di Sophie, Maggie, scrive alla sua amica cagnetta Fidele scopre di essere oggetto di dileggio e che presto Sophie si sposerà con un giovane nobile. Entra in una crisi profonda dalla quale esce solo quando scopre di essere il re Ferdinando VIII di Spagna, in incognito. Comincia a firmarsi con questo titolo, a non andare più in ufficio e si cuce un manto regale. Attende i delegati che lo vengano a portare in Spagna. E i delegati arrivano. Lo portano in Spagna. Dove però il povero Ferdinando VIII verrà sistematicamente sottoposto a bastonature e a sedute di cura barbare, durante le quali gli viene versata acqua gelata sulla testa da colui che a lui sembra di capire sia il “Grande inquisitore”. Alla fine, spezzato, vinto, Fernando VIII prende una troika volante guidata da ippogrifi e torna in in Russia dove sulla soglia di un’izbà c’è la madre che lo battezzerà versando una lacrima sulla sua testa.   NOTE DI REGIA In una camera bianca nella quale trovano posto sia il pubblico che il protagonista e nella quale dall’esterno irrompono tutti i vari demoni che vengono a provocare Popryščin, la follia dell’impiegato-re viene presentata come un dato oggettivo. Le cagnette che parlano le possono vedere tutti. Così come tutti possono vedere il Generale, Sophie, lo zar e tutte le altre molte apparizioni che interagiscono in modo ambiguo con lui. Lo spettacolo comincia in modo comico, ma la follia di Popryščin alla fine è tragica. I suoi buffi deliri, in un contesto alienato e torturante non fanno più ridere. E il volo finale l’attore lo affronta a testa in giù: un capo da macello che vola e vede i prati mentre muore.

Materiali

RECENSIONI

INTERVISTE

LOCANDINA

di Walter Sardonini