LA DONNA SERPENTE

La donna serpente (Женщина змея Madu Naine), di

C. Gozzi

regia di

Alessio Bergamo

  • regia per il lavoro con le maschere Massimiliano Cutrera
  • scene e costumi Irina Dolgova
  • produzione Veneteater – Tallinn (Estonia), Postop
  • debutto  Veneteater  (Estonia) settembre 2016

ATTORI

Principe Farruscad – Dmitrij Kosjakov
Principessa Kerestani – Marina Pavlova
Togrul – Igor Rogačev
Canzade e Zemina – Marina Malova
Arlecchino – Viktor Marvin
Brighella – Aleksandr Žilenko
Pantalone e Farzana – Tatjana Kosminina
Tartaglia – Sergej Čerkasov
Farzana – Natalija Murina

Video

Trailer

Spettacolo (prima parte)

Spettacolo (seconda parte)

Terzo atto con sottotitoli

Brighella allo specchio

Scheda

SINOSSI

La trama è estremamente intricata. In termini semplificati è questa: il principe di Tiflis Farruscad si è innamorato della fata immortale Kerestani. Kerestani per amarlo decide di abbandonare l’immortalità. Per ottenerlo deve però venire a patti con il padre, Demogorgone, e accettare una scommessa: diventerà mortale solo se non verrà mai maledetta dal marito durante un periodo di cinque anni di matrimonio. Se il marito la maledirà, diventerà un serpente e dovrà rimanere in questa forma per diverse migliaia di anni.

Alla fine di questo periodo, in cui Farruscad e Kerestani, accompagnati dai servitori di lui, Pantalone e Arlecchino, hanno vissuto felici e hanno fatto due bambini, le fate sorelle di Kerestani, Farzana e Zemina organizzano una serie di crudeli prove in cui fanno credere a Farruscad che Kerestani compia alcuni delitti atroci (tra i quali dare fuoco ai figli) e, alla fine, riescono nel loro intento: Farruscad maledice Kerestani e questa si trasforma in serpente.

Nel frattempo il regno di Tiflis è assediato dal re arabo Morgone. E il principe Togrul, fidanzato della sorella di Farruscad Canzade, accompagnato dal ministro Tartaglia e da Brighella, viene a togliere Farruscad dal suo mondo incantato e a riportarlo ai suoi doveri. Farruscad abbandona il suo regno incantato e torna a Tiflis per combattere. La battaglia sembra persa, ma Kerestani, riesce magicamente a ribaltarne le sorti. Non solo, i due figli ritornano vivi da Farruscad e lui capisce l’errore in cui era incorso.

A questo punto il mago Geonca rivela a Farruscad che ha ancora una chance per salvare Kerestani dal suo destino: se riuscirà a superare alcune prove mortali potrà ritrasformarla in donna. Farruscad invoca la fata Farzana, sorella maligna di Kerestani, perché gli permetta di affrontare queste prove. Farzana compare e, sicura del fatto che Farruscad non riuscirà a superare le prove e morirà, lo attira in un cimitero dove compariranno una dopo l’altra tre creature diaboliche con cui il principe dovrà combattere. Aiutato dalle indicazioni del mago Geonca, che compare come voce fuori scena, Farruscad riesce a rompere gli incantesimi che rendono invincibili i suoi avversari e, per ultimo, baciare un terribile serpente che lo minaccia.

Il serpente si trasforma in Kerestani, finalmente donna mortale, e i due diventano re e regina di Tiflis.

 

NOTE DI REGIA

Nello spettacolo il gioco teatrale e metateatrale è aperto, la barriera della quarta parete regolarmente sfondata, l’interazione col pubblico frequente, come è giusto che sia in un teatro basato sulla commedia dell’arte.

La commedia dell’arte, le sue regole compositive, il suo approccio ludico sono aspetti centrali nello spettacolo grazie al lavoro del regista coadiutore-maestro di commedia dell’arte Massimiliano Cutrera (e alle maschere create appositamente per questa produzione da Gaia Geri e ai costumi disegnati da Irina Dolgova).

La scenografia pensata per il teatro di Tallinn, ne riprende i motivi decorativi e strutturali dell’arco di proscenio. Anche gli altri elementi architettonici della scenografia (la tomba da cui escono i mostri, i “rulli-razzi” sospesi in alto prima orizzontali e poi verticali) sono ispirati al teatro e presi dalle riproduzioni di macchine scenografiche secentesche.

Se il gioco teatrale è aperto, e tematico, al tempo stesso questa fiaba incentrata sul rapporto tra maschile e femminile viene presentata come tale, con tutti i “trucchi” del caso, con luci colorate, con la presenza di figure fantastiche, ecc.

Materiali

RECENSIONI

INTERVISTA

ad Alessio Bergamo e Massimiliano Cutrera su Kult-Pokhod – Radio Tallinn (audio)

 

LOCANDINA

di Diana Yanson